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Ponti termici serramenti: analisi tecnica e soluzioni per eliminarli in modo definitivo

Nel bilancio energetico di un edificio ad alte prestazioni, ogni decimo di watt conta. I ponti termici, ovvero discontinuità nell’involucro dei serramenti che compromettono isolamento, comfort e durabilità nei serramenti, rappresentano uno dei punti più critici e spesso sottovalutati.
Capirne la natura, individuarli e correggerli è oggi una competenza imprescindibile per chi opera nel settore della progettazione energetica e dell’edilizia sostenibile.

Cosa sono i ponti termici e perché incidono così tanto sulla qualità dei serramenti

Un ponte termico è una zona dell’involucro di un serramento in cui la resistenza termica è ridotta rispetto alle superfici circostanti. Questo provoca una dispersione di calore localizzata.
Questi punti critici si trovano tipicamente nel nodo finestra-muratura, dove si incontrano materiali con conduttività diverse, quali telaio, controtelaio, muratura e isolante.

Dal punto di vista quantitativo, un singolo ponte termico lineare può avere una trasmittanza Ψ (psi) compresa tra 0,03 e 0,15 W/mK; valori che, moltiplicati per il perimetro totale dei serramenti, generano perdite energetiche significative.
In edifici non correttamente progettati, i ponti termici possono incidere fino al 20% dei consumi di riscaldamento, oltre a creare disagi come condensa superficiale e muffe.

Anatomia del ponte termico nel sistema serramento-muratura

I punti critici più noti nel nodo finestra sono il cassonetto, che spesso è il principale responsabile delle dispersioni di caldo e freddo, la soglia, il davanzale, le spallette e l’architrave. Questi ultimi due, in particolare, generano problemi in caso di discontinuità dello strato isolante o di posa non corretta del cappotto, mentre la soglia e il davanzale generano problemi se fatti di materiali ad alta conducibilità, come marmo o cemento, che trasferiscono calore verso l’esterno.

Le conseguenze non si limitano al comfort termico; quando la temperatura superficiale interna scende sotto i 12-13°C, può verificarsi condensa interstiziale con conseguente proliferazione di muffe e deterioramento dei materiali.

Riconoscere i ponti termici con la termografia a infrarossi

Lo strumento migliore in termini di efficacia per individuare ponti termici nei serramenti è la termografia a infrarossi. Grazie a questo macchinario, è possibile rilevare le differenze di temperatura superficiale. Se lo strumento indica la presenza di aree blu, significa che sono presenti dispersioni di calore poiché quelle zone sono le più fredde. 

Per eseguire l’indagine è necessario che le condizioni della zona siano sotto controllo, con un salto termico minimo di 15°C tra interno ed esterno e, preferibilmente, di mattina presto. Interpretando i termogrammi ottenuti, è poi possibile localizzare difetti di posa, infiltrazioni d’aria o discontinuità isolanti, nonché verificare l’efficacia degli interventi di correzione post-operam.

Il ponte termico del cassonetto: un problema storico

Il cassonetto tradizionale, spesso in legno o lamiera sottile, è come se fosse una ferita aperta nell’isolamento del foro finestra.
Secondo studi citati nella norma UNI EN ISO 10211:2017, la trasmittanza lineica ψ del cassonetto può superare 0,10 W/mK se non coibentato, contro valori <0,02 W/mK per un monoblocco isolato.

Attualmente, le migliori soluzioni per risolvere questo problema sono:

  • Cassonetti coibentati con pannelli in EPS o poliuretano
  • Monoblocchi isolati integrati con il telaio finestra, che garantiscono continuità dello strato termico e riducono drasticamente le dispersioni
  • Sistemi certificati CasaClima con verifiche FEM del nodo

Il nodo finestra-muratura: la posa termica corretta

La posa termica dei serramenti è importantissima, poiché anche un serramento della migliore gamma non raggiungerà mai le prestazioni dichiarate se viene posato male. La posa termica è regolata dalla UNI 10818:2023 e prevede che il telaio sia posizionato in modo da mantenere la continuità dello strato isolante dell’involucro.

Le tre configurazioni principali sono la posa interna, ovvero la più semplice ma anche la più penalizzante per l’isolamento, la posa a filo del cappotto, buon compromesso tra estetica e prestazione e, infine, la posa esterna su controtelaio isolato, che è la più efficace per edifici NZEB o CasaClima.

La tenuta all’aria e al vapore, invece, è garantita da nastri sigillanti e membrane igrovariabili, mentre la sigillatura deve prevedere schiume poliuretaniche a bassa conducibilità (λ < 0,035 W/mK).

Taglio termico nei profili in alluminio

L’alluminio, pur essendo resistente e durevole, ha un’elevata conducibilità termica (≈160 W/mK).
Per questo, i profili moderni includono anche un taglio termico, ossia un inserto in materiale plastico (PA66 o poliammide rinforzata) che interrompe la continuità metallica tra parte interna ed esterna.

Il risultato è un valore di trasmittanza del telaio Uf che scende da 6-7 W/m²K (senza taglio) a 2,5-3 W/m²K nei profili a taglio termico, riducendo sensibilmente le perdite per conduzione.

Soglie e davanzali: i punti critici sottovalutati

Un’altra zona sensibile è la soglia inferiore, spesso realizzata in marmo o cemento, ovvero materiali con conducibilità λ superiore a 2 W/mK.
In presenza di questi materiali, la dispersione termica avviene verso il basso e, nei climi freddi, può portare alla formazione di condensa sul pavimento interno.

Le alternative efficaci sono le soglie a taglio termico con interposizione di materiali isolanti, i davanzali ventilati o distanziati dalla parete esterna per interrompere la continuità termica e i nastri di isolamento precompressi, utili a compensare le dilatazioni e migliorare la tenuta all’aria.

Simulazioni FEM per la verifica dei nodi

La progettazione avanzata prevede l’uso di simulazioni FEM (Finite Element Method) per valutare la distribuzione delle temperature nei nodi serramento-muratura.
Software come THERM o AnTherm, conformi alla UNI EN ISO 10211, consentono di calcolare i flussi termici e le temperature superficiali, verificando la conformità ai limiti di condensa e comfort.

Un nodo correttamente progettato deve garantire una temperatura superficiale interna ≥ 13°C (UNI EN ISO 13788) e un fattore di temperatura fRsi ≥ 0,7 per evitare la formazione di muffe.

Calcolo e influenza sui consumi energetici

Nei modelli energetici secondo la Legge 10/91, i ponti termici vengono considerati mediante la trasmittanza lineica Ψ (W/mK).
Il contributo totale ai consumi si calcola come:

Qpt = Σ (Ψ × L × ΔT × t)

dove L è la lunghezza del ponte termico e ΔT il salto termico medio.

Software come DOCET, EC700 e TerMus permettono di inserire i valori di Ψ per valutare l’impatto complessivo sui consumi e sulla classe energetica.
Ridurre Ψ da 0,08 a 0,02 W/mK può comportare un risparmio annuale di oltre 10 kWh/m², equivalente a una classe energetica superiore.

Soluzioni pratiche per eliminare i ponti termici

Esistono delle pratiche che, se integrate in fase di progettazione, permettono di ottenere valori di Ψ inferiori a 0,01 W/mK, ovvero la soglia richiesta dagli standard Passivhaus. Vediamole di seguito:

  • Controtelai isolati in XPS o PUR ad alta densità
  • Posa su cappotto termico con fissaggi certificati e nastri sigillanti
  • Schiume poliuretaniche a bassa conducibilità e tenuta dinamica
  • Verifiche in cantiere con termografia o blower door test per validare la corretta esecuzione

Certificazioni CasaClima e Passivhaus

Gli edifici certificati CasaClima Gold o Passivhaus impongono limiti severissimi ai ponti termici:

  • Ψ < 0,01 W/mK per tutti i nodi
  • Assenza di condensa interstiziale
  • Posa certificata e verificata in cantiere

Entrambi gli enti prevedono verifiche FEM e report termografici come documentazione obbligatoria.
La qualità della posa dei serramenti è un requisito imprescindibile per ottenere la certificazione finale.

Conclusione

Progettare bene da subito evita problemi futuri.
I ponti termici nei serramenti non sono solo una questione di efficienza, ma anche di salubrità e comfort abitativo. Un nodo corretto, verificato e isolato, assicura prestazioni energetiche elevate e la durabilità dell’intero sistema finestra.

Volpinfissi: consulenza tecnica per posa senza ponti termici.